FRODI COMUNITARIE, REGIONE ABRUZZO E IPA ADRIATIC “BEST PRACTICE” NELLA RELAZIONE ANNUALE DEL COLAF

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Si è svolta ieri, 19 ottobre, nella sala “Aldo Moro” di Palazzo Montecitorio, la presentazione della Relazione annuale al Parlamento del Comitato nazionale per la repressione delle frodi nei confronti dell’Unione Europea (COLAF), istituito presso il Dipartimento Politiche Europee.

Il corposo documento, che illustra le misure adottate, i risultati conseguiti e la strategia nazionale a tutela degli interessi economico-finanziari dell’Unione Europea è stato illustrato da Sandro Gozi, Sottosegretario agli Affari Europei, Michele Bordo, Presidente della XIV Commissione della Camera dei Deputati, Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, Francesco Attardi, Comandante del Nucleo della Guardia di Finanza per la repressione delle frodi nei confronti dell’Unione Europea, e da Diana Agosti, Capo Dipartimento Politiche Europee.

Presente, tra gli altri, anche l’Autorità di Gestione del Programma transfrontaliero Adriatic IPA, l’avvocato Paola Di Salvatore, alla quale sia il Sottosegretario Gozi sia il Comandante Francesco Attardi, si sono rivolti pubblicamente congratulandosi e ringraziando anche la Regione Abruzzo per la preziosa collaborazione e per il lavoro di organizzazione del ciclo di seminari programmati negli otto Paesi della cooperazione.

“L’analisi congiunta delle metodologie di prevenzione delle irregolarità e delle frodi adottata da ogni nazione – ha spiegat l’avv. Di Salvatore – ha fatto emergere una diversità ordinamentale e normativa che impone da un lato la corretta applicazione delle fonti tecniche, dall’altro l’istituzione di nuclei operativi che possano affiancare le procedure di rendicontazione in conformità ai principi di bilancio europei, nell’ottica di rafforzare la politica di coesione tra gli Stati membri all’UE e gli Stati in Pre-adesione”.

Nel corso della presentazione è stato annunciato l’evento conclusivo del percorso seminariale in programma a L’Aquila il prossimo 12 dicembre.

I CONTENUTI DELLA RELAZIONE

Dalla Relazione emerge come nel 2015 i casi di irregolarità e frodi in Italia nel settore dei fondi strutturali sono stati 224, con una diminuzione del 20% rispetto al 2014. Un dato positivo confermato anche dall’andamento dei primi nove mesi del 2016 (-34% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno).

“Abbiamo fatto risparmiare allo Stato ben 20 milioni di euro per il solo 2015, 60 milioni per il biennio 2014-2015 – ha sottolineato Gozi – recuperando somme indebitamente erogate. Da maglia nera, l’Italia è ormai diventato Paese leader nell’azione di contrasto alle frodi e modello europeo”.

“Il Governo italiano – ha aggiunto il Sottosegretario Gozi – è impegnato per migliorare l’azione di contrasto alle frodi sviluppando le attività di prevenzione. Fondamentale è lo studio e la realizzazione di nuovi modelli che valorizzano il patrimonio informativo in possesso delle Autorità nazionali e locali come la realizzazione di piattaforme informatiche integrate e condivise. Per questo motivo, abbiamo già avviato un tavolo di lavoro coordinato dal COLAF per realizzare uno strumento informatico antifrode che possa supportare tutte le Amministrazioni, nazionali e regionali, che hanno il compito di gestire i finanziamenti europei”.

A livello europeo, anche nel 2015 emerge un costante aumento del numero delle irregolarità e frodi segnalate dagli Stati membri (22.289 casi) con un impatto finanziario sostanzialmente immutato anche se in leggera crescita (3.209 milioni di euro rispetto ai 3.184 milioni di euro del 2014).

In Italia, il dato resta in controtendenza. Infatti, nel settore dei fondi strutturali, la prima decisa diminuzione del numero di casi nel 2014 (280 casi registrati rispetto ai 383 del 2013 con una decremento del 27%) è proseguita anche nel 2015 (224 casi, -20% rispetto al 2014). La Politica agricola comune resta il settore più critico per numero di irregolarità (532 casi, quasi il 60% dei totale), ma per impatto finanziario i fondi strutturali incidono per l’80% sul totale delle irregolarità.

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